La laurea è essenziale per raggiungere il successo? Le storie di 9 miliardari fanno riflettere

Il famoso “pezzo di carta” potrebbe non essere la chiave per il successo. Ecco gli esempi di chi ce l’ha fatta anche senza

Conseguire una laurea, ad oggi, viene visto come un requisito essenziale quando si parla di carriera. Eppure, la società è ancora divisa in due fazioni: c’è chi pensa che il mondo del lavoro sia diventato talmente competitivo, che senza laurea difficilmente si possa ottenere successo. Altri, ritengono che non sia un pezzo di carta a definire una persona o le sue capacità e che ci si possa affermare lavorativamente anche senza.

Chi ha ragione? Scopriamolo insieme.

Un mondo del lavoro competitivo

uomo d'affari si allaccia la giacca
Uomo d’affari – Unsplash – fortenews.it

 

Secondo il Report Istat basato su dati del 2022, il tasso di occupazione dei 30-34enni laureati in Italia è dell’83,4% una percentuale che supera di ben 11 punti il tasso di occupazione di chi, invece, ha conseguito solo il diploma.

Il mondo del lavoro Europeo sembra premiare a sua volta chi ha conseguito una laurea, con un tasso di occupazione dell’89,3% di media. Rispetto all’Italia, le posizioni lavorative offerte in Europa sono maggiori, ma il distacco percentuale non è poi così elevato.

Le lauree che agevolano, ad oggi, l’ingresso nel mondo del lavoro sono quelle che concernono l’universo STEM, ovvero: Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Ovviamente anche l’Informatica al giorno d’oggi è una conoscenza richiestissima sia nel nostro Paese che all’estero.

Ora che abbiamo visto quanto la laurea possa rappresentare un vantaggio oggettivo per poter trovare lavoro, proviamo a guardare la questione dal punto di vista della fazione opposta, ovvero quella che sostiene che la laurea sia utile ma non così rilevante per fare carriera, soprattutto se c’è il pezzo di carta ma mancano le capacità o la mentalità giuste per raggiungere traguardi importanti.

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Essere determinati, capaci e con una mentalità orientata all’obiettivo, a volte, vale molto di più del famoso pezzo di carta che tiene incollati sui libri gli studenti universitari per anni. Scopriamo chi è riuscito a costruire un impero pur non possedendo titoli di studio.

Bill Gates

Bill Gates
Bill Gates – Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 – fortenews.it

 

La storia di Bill Gates è cominciata come quella di molti giovani di oggi: ha abbandonato gli studi. Infatti, l’attuale miliardario fondatore di Microsoft, decise di lasciare Harvard nel 1973. Secondo Forbes, Bill è uno degli uomini più ricchi del mondo e indovinate un po’? Harvard ha deciso comunque di attribuirgli una laurea ad honoris causa.

Mark Zuckerberg

Anche lui ha detto addio ad Harvard prima del completamento del suo percorso di studi nel 2004, e ha dato vita a Facebook, il primo social network che ha saputo creare una rete di contatti in giro per il mondo e fare ritrovare vecchi amici dati per dispersi. Il pioniere dei social, ad oggi, vanta un patrimonio che supera i 50 miliardi di dollari. Niente male per un non laureato, vero?

Steve Jobs

Steve Jobs sul palco
Steve Jobs – Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 – fortenews.it

 

Il famoso fondatore di Apple, prematuramente scomparso nel 2011 dopo una dura lotta contro il cancro, si iscrisse al College di Portland, ma dopo un solo semestre si accorse che non era quella la strada che voleva intraprendere. Fu così che nel garage dei suoi genitori adottivi, Steve diede vita al primo computer Apple.

Michele Ferrero

Stiamo parlando dell’uomo più ricco d’ Italia. L’azienda Ferrero sotto la sua guida raggiunse un successo straordinario. Il padre della Nutella ha esportato il marchio Ferrero in tutta Europa, in Australia e in Ecuador, continuando ad aggiungere delizie sul menù Ferrero, come la linea Kinder che rappresenta circa il 50% di tutto il fatturato di Ferrero. Michele ha sempre rifiutato la laurea ad honoris causa, probabilmente era già abbastanza orgoglioso di ciò che era riuscito ad ottenere anche senza.

Ralph Lauren

Lo stilista newyorkese non completò mai gli studi al Baruch College perché si arruolò nell’esercito statunitense. Nel 1967, dopo aver lavorato come venditore per Brooks Brothers, decise di dare sfogo al suo animo imprenditoriale e di fondare il suo marchio Polo Raplh Lauren, che raggiunse un successo straordinario in tutto il mondo.

David Karp

Il famoso fondatore di Tumblr addirittura non ha nemmeno mai conseguito il diploma di scuola superiore. Nel 2001 decise di abbandonare la scuola per fondare la famosa piattaforma di blogging e, ad oggi, David vanta un patrimonio di 200 milioni di dollari.

Henry Ford

Il suo nome è leggenda nel mondo dell’automotive, quello che non tutti sanno però è che Henry è nato in un ambiente molto povero e, per questo motivo, non ebbe nemmeno l’opportunità di frequentare la scuola. Questo svantaggio economico però non è stato un ostacolo per Henry, ma un vero motore che gli ha permesso di dare vista allo storico marchio automobilistico, a cui ha dedicato tutta la sua vita con impegno, passione e determinazione.

Walt Disney

Walt Disney con un disegno di topolino
Walt Disney e uno sketch di Topolino – fortenews.it

 

Si tratta di un self made man a tutti gli effetti. Walt, infatti, è stato un appassionato disegnatore per gran parte della sua vita. Cresciuto in una fattoria del Missouri, ha vissuto un’infanzia difficile lavorando nei campi con il padre per aiutare la famiglia. A soli 7 anni vendeva i suoi disegni ai vicini per guadagnare qualcosa. A 18 anni si trasferì ad Hollywood con suo fratello Roy in cerca di fortuna e, come ben sappiamo, la trovò eccome. Nel 1928 creò il primo cartone animato sonoro, che conosciamo come Topolino e un anno dopo diede vita alla Walt Disney Entreprises.

Indovinate un po’? Walt aveva abbandonato la scuola superiore a 16 anni, eppure sappiamo perfettamente cosa è stato in grado di creare.

Sam Altman

Facciamo un salto al presente, o meglio, al futuro della tecnologia. Sam Altman è famoso per aver inventato Chat GPT, dopo aver dedicato la sua intera vita alla programmazione. Si tratta senza dubbio, di uno degli imprenditori più conosciuti e apprezzati del mondo, un genio innovativo dell’epoca digitale.

Sam iniziò a frequentare Scienze Informatiche all’Università della California, ma con scarsi risultati, perciò decise di abbandonare gli studi nel 2005. Ma la sua ambizione e il suo talento sono riusciti a portarlo più in alto di quanto avrebbe mai potuto fare una laurea.

Dopo tutti questi esempi sorge spontaneo pensare che, effettivamente, non sia una laurea a definire le potenzialità o il talento di una persona, tantomeno i successi che riuscirà a realizzare nella vita.

Non possiamo negare che il mondo del lavoro sia competitivo e che la conoscenza sia sempre una valore aggiunto e un bagaglio decisamente utile. Ma ci sono cose che non possono essere insegnate.

La passione per il proprio lavoro, la determinazione, l’informarsi in modo autonomo su ciò che ci interessa, esulano dalla carriera di studi. Quindi, bisogna considerare il percorso universitario come un’opportunità in più, ma non come l’unica strada da percorrere se vogliamo realizzare i nostri sogni. In fondo, come abbiamo visto, i sogni si nutrono di coraggio e perseveranza, non di pezzi di carta.

Vi lasciamo con una frase di Steve Jobs, che probabilmente riassume al meglio questo messaggio:

“Siate affamati, siate folli”

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